E vabbe’ le biblioteche
Axolotl, réprise
L’animaletto fotograficamente citato poco fa non è, al contrario di quanto molti sarebbero pronti a giurare, una scimmietta di mare. È un Axolotl. Non ha niente a che vedere con il Qwerty. È un nome messicano.
Più che un animaletto l’Axolotl è un problema di identità, ed è tutta colpa di Cortázar. Julio Cortázar, oltre a essere uno dei più brutti esseri umani mai esistiti, era uno scrittore argentino, nato in Belgio e morto in Francia (però giuro che era argentino). Com’è noto, per essere un vero argentino bisogna essere affetti da schizofrenia bipolare: ne fu affetto Borges, ne fu affetto Perón, e Cortázar non poteva essere da meno: cosí un giorno decise di sdoppiare la sua identità e trasferire il suo più profondo essere a un ignaro axolotl che fluttuava in una vasca d’acquario del Jardin des Plantes a Parigi.
La teoria dei polisistemi ci insegna che fu un grave, gravissimo errore. Non si può travasare la propria psiche in un animaletto di origine messicana così come si travaserebbe una bottiglia di vino al bidoncino di plastica da cinque litri per andare in campeggio. No: il polisistema vasca è inscritto e correlazionato con il polisistema acquario, che a sua volta è in relazione interdipendente con il polisistema Jardin des Plantes – passibile, questo, di essere considerato come un rizoma nel complesso polisistema Parigi. Tutto questo Cortázar non l’aveva considerato.
È per questa ragione che quando cambiarono l’acqua di quella vasca dell’acquario del Jardin des Plantes l’axolotl Cortázar rimase intrappolato nel filtro, e quando un tecnico andò a pulire il filtro e trovò il corpo apparentemente senza vita di un axolotl, pensò che fosse una scimmietta di mare; il panico s’impossessò di lui, ed egli, incurante del fatto che potesse essere l’avatar di un geniale scrittore argentino, lo buttò nel cestino dell’immondizia. Era il 12 febbraio del 1984. La stampa, sotto la possente pressione del sindacato dei tecnici d’aquario, scrisse che si trattò di leucemia, ma il lettore implicito sa che non è vero.
Mini recensione
A quanto pare, recuperare il tempo perduto comporta leggere dei libri orrendi che la élite letteraria considera pilastri della produzione moderna.
Suddetti libri mi fanno cagare. Fuor di letterarietà.
Metámonos en líos
Le dije a un Profesor – o mejor, a El Profesor – que iba a hacer el comentario crítico de una poesía de Kavafis. Estoy intentando trabajar con la versión griega, dos traducciones españolas y una italiana. (Acabo de ver que Lluís Llach ha hecho una canción de esa poesía).
Por ahora no le encuentro la clave, y no quiero escribir obviedades. Eso significa que terminaré por escribir obviedades.
Natale…
Canzone delle 19
Chi parla dell’amore? Io ho freddo
e voglio essere dicembre.
Voglio arrivare a un bosco appena sensitivo,
fino alla macchinaria del cuore senza credito.
Voglio essere dicembre.
Dormire
nella notte senza vita,
nella vita senza sogni,
nei tranquillizzati sogni che sboccano
nel fiume dell’oblio.
Ci sono città che sono fotografie
notturne di città.
Voglio essere dicembre.
Per vivere al nord di un amore successo,
sotto il bacio senza labbra di ormai molto tempo fa,
voglio essere dicembre.
Come il cadavere bianco dei fiumi,
Come i minerali dell’inverno,
voglio essere dicembre.
È così: a qualcuno capita di essere poeta. Luis García Montero.
MiOblio
Queste Oscure Materie
Come funzionerà la vista supersonica di Superman? I miei occhi leggono veloce, ma il cervello non elabora gli input e allora devo tornare indietro e rileggere. Un’eternità…
International Standard Book Number
Per gli amici, ISBN.
Tengo millones de libros de antes del año 1970. No tienen ni sombra de isbn.
Tengo millones de libros de después del año 1970. No tienen ni sombra de isbn.
Tengo algunos libros de después del año 1970. Algunos de ellos tienen isbn.
aNobii è una gran cosa.
MODIFICA: Lo so che non c’entra niente, ma… voglio la barbie di Noè!
Lo so che non c’entra niente, ma… alla faccia degli stati laici!
