Botte di Natale

Qué vivan los Mossos d’Esquadra

Questa sì che è globalizzazione! È bello sapere che le forze dell’ordine irrequiete fanno il loro mestiere in ogni parte del mondo!

Botte di Natale a Barcellona per tre ragazzi di Nulvi. «Picchiati, torturati e minacciati in carcere dalla polizia spagnola», denunciano Enrico Murgia, Davide Addis e il nipote Antonio Addis nella sala del Consiglio del comune di Nulvi, affiancati dal sindaco Roberto Luciano, e spalleggiati da una schiera di parenti spaventati e decisi a chiedere giustizia. Stando al loro racconto i tre amici sarebbero stati pestati a sangue dai poliziotti spagnoli all’alba del 26 dicembre, prima sulle Ramblas, poi nella stazione di polizia del Distretto di Ciutad Vella, e infine in un carcere della capitale catalana. Tutto questo per avere inseguito uno scippatore che gli aveva appena soffiato dei soldi ed essere stati bloccati da poliziotti in borghese, che li avevano scambiati per delinquenti. Sono accusati di avere accoltellato un agente. Il più malconcio dei tre è Davide Addis, 34 anni, una vita da muratore: lui dalla vacanza natalizia a Barcellona è tornato con due costole fratturate, un occhio gonfio e lividi su tutto il corpo. «Non dimenticherò mai quelle facce», ricorda davanti a un plotone di taccuini, telecamere e flash. Ai suoi amici è andata meglio, ma giusto per un pelo. Antonio Addis, 21 anni, muratore, nipote di Davide, se l’è cavata con contusioni in tutto il corpo e un regalo indimenticabile: «Mi hanno messo un sacchetto giallo di plastica sulla testa fino a farmi perdere il respiro e i sensi. Quando mi sono svegliato nella cella non c’era più nessuno. Volevano farmi confessare l’accoltellamento di un poliziotto, ma noi di quel fatto non ne sappiamo assolutamente nulla». L’altro ragazzo di Nulvi coinvolto nella vacanza a cinque stelle nei carceri spagnoli è Enrico Muriga, 27 anni, idraulico, che è rientrato dalla Spagna con un trauma facciale e un timpano perforato. «Per le botte ricevute dai poliziotti spagnoli», giura lui. I tre amici sono arrivati a Barcellona il 23 dicembre e sarebbero dovuti rientrare il 27. Un giorno prima sulle Ramblas la loro vacanza è finita, trasformandosi in un incubo. Il racconto dei ragazzi, assistiti dagli avvocati Antonio Meloni e Pietro Diaz, è preciso. Il 26 dicembre, intorno alle 5,30 i tre stanno rientrando in hotel. Davide Addis si toglie di tasca un gruzzolo di banconote, e fa appena in tempo a vederle. Uno scippatore gliele strappa di mano e prova a scappare: Addis lo afferra per un braccio e rimedia un pugno in faccia. I tre amici si lanciano all’inseguimento con lo scippatore che urla chiamando la polizia. Tre agenti in borghese incrociano i ragazzi di Nulvi e li bloccano, «senza qualificarsi», giurano i tre. Si scatena una rissa e dopo una manciata di secondi gli amici di Nulvi si ritrovano addosso l’intero Distretto di polizia. «Ci hanno tempestato di botte», ammanettati e portati alla stazione di polizia, e poi in carcere. Tutto condito con botte minacce, «ci dicevano stai zitto italiano». Il 27 sera parlano finalmente con un avvocato e il giorno dopo con un giudice che li rilascia immediatamente. Il 30 grazie all’interessamento del sindaco atterrano sconvolti ad Alghero. «Chiederò al Governo l’apertura di un’inchiesta», specifica Roberto Luciano. Intanto i ragazzi procederanno con una denuncia contro la polizia spagnola. Vincenzo Garofalo

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One Comment to “Botte di Natale”

  1. Tanti saluti e baci.

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