Sequestro un uomo

“Bae in Bonorva”. È questa la frase che si dice sia stata l’ultima che Pinna ha sentito pronunciare ai suoi sequestratori.

È così: finalmente anche il signor Titti Pinna è libero (si, dice che l’avevano sequestrato. Qualcuno si ricordava di lui? Come sempre c’è qualcuno che dice che “Titti Pinna si è liberato autonomamente, dopo che i suoi rapitori l’avevano lasciato solo nella buca che costituiva la sua prigione” (La Repubblica).
Autonomamente, proprio come Silvia Melis: si è liberata da sola dopo che è stato pagato in chissà che modo il riscatto e dopo che i sequestratori l’hanno lasciata sola.

A parte tutto ciò. Consiglio vivamente (avverbio improprio: è morto a gennnaio) la lettura di qualsiasi cosa sia stata mai prodotta dalla penna di Ryszard Kapuściński, forse l’ultimo vero reporter del giornalismo. Sto leggendo in questi giorni Shah-in-shah, sull’Iran imperiale.
Quest’uomo era un genio e una specie rara di profeta.

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