Archive for septiembre, 2007

25 septiembre 2007

Amici!

Azz quanto è difficile il polacco idioma. Azz quanto mi ammazzo io cercando di comprare un fiore dalla kwiaciarka del Metro Centrum. Azz che difficile discernere un numero dalla valanga di parole rivoltaci da una fioraia del Metro Centrum. No k*rwa, no.

Azz che mal di testa.

Ah! Azz! La storia delle pubblicità nelle macchine era vera!

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19 septiembre 2007

Złote nuty spadają na Rynek

Si. (Non posso usare accenti vari).

Anzi:

Tak. Jestem w Warszawie, i bylam w Krakowie.

Scrivo solo per sapere che vivo. I commenti li lascio a quando finira il viaggio e potro accumulare le idee in un discorso comprensibile. Per ora ho la sensazione di stare nel mezzo di un piano infinito, o qualcosa di molto simile.

Dobranoc

9 septiembre 2007

Dissennati e dissennatori, rovinati e rovinatori.

   Un po’ di giorni fa mi trovavo con una amica ad uno dei mille e un concerto organizzati per le vie della nostra città in occasione di un evento denominato la notte bianca. In una piazzetta – che fu un piccolissimo anfiteatro e che ora qualcuno ha ridotto ha una ohydna gradinata riempiendo di cemento fino al livello del suolo lo spazio che serviva da scenario – suonava un gruppo di guivani e promettenti jazzisti. Naturalmente la piazzetta era pressoché vuota, ci sarà stata una dozzina di persone al massimo. Bene. Io e la mia amica conversavamo sulla possibilità di leggere Harry Potter & the Deathly Hallows direttamente in inglese, e più in generale, sulla saga tutta. Ho già detto che nella piazza c’erano sì e no dodici persone? Ecco, in mezzo a quelle dodici, siamo riuscite a trovare il Simpatico Rovinatore.  

Esordio: ah, parlate di Harry Potter? Io non l’ho mai letto e non ho mai visto un film. Il Principe Mezzosangue è Piton. 

(Tacciano gli organi). 

Proseguo: Ah-ah! Ho già rovinato il finale a tre persone! Ah-ah-ah! 

Ah.

– – – – – – – S I P A R I O – – – – – –          

Oggi è uscito questo articolo sul settimanale del País:  

Piaga di Rovinatori

Di Javier Marías         

Alcuni mesi fa un’amica mi rovinò, inviandomi un fax con un commento al riguardo, l’episodio chiave di una serie televisiva che seguivo. Pensò, erroneamente e innocentemente, che lo avessi visto in contemporanea a lei, quando invece non vedo mai niente in quel apparato all’ora della trasmissione, ma lo registro e me lo metto più tardi, per risparmiarmi così i mostruosi blocchi di pubblicità imbecille (sì, lo so che è ridondante; sembra inconcepibile che qualcuno guadagni per ideare e dire imbecillità), con l’ente statale in testa. Sentii la cosa come uno sparo, rimproverai la mia amica per essere stata imprudente e poi la minacciai con una vendetta che avevo in mano: raccontarle e rovinarle il romanzo che io avevo appena terminato e che lei non potrà acquistare prima del 24 settembre, dopo un’attesa di due anni dall’uscita del secondo volume di quest’opera, e di cinque dall’uscita del primo, poiché si tratta di un romanzo in tre parti.        

È superfluo dire  che non misi in atto la mia minaccia, però tutto questo mi ha portato a rendermi conto di quanto sia difficile oggigiorno che a uno non gli rovinino i film, i romanzi, le serie televisive e perfino le partite di pallone. […] La cosa si è aggravata nell’attualità, con tanto affanno informativo e con questa impazienza generale di sapere tutto prima ancora che succeda; e anche di raccontare tutto e, attraverso Internet e degli SMS, gridarlo subito ai quattro venti. […] Da bambino mi piacevano molto i trailers nei cinema, e non appena finivano quelle anticipazioni mi veniva una incredibile voglia che uscisse ciò che annunciavano. Ora non so che tipo di decerebrati li fanno, perché dopo che li vedo ho l’impressione di conoscere l’intero film. E non sono pochi i testi dei DVD che raccontano tutto, finale compreso. Sembra quasi che si sia dimenticata l’arte di suggerire, di attrarre, di insinuare, andando di fatto contro i propri interessi. Ogni volta che appare una novità di una certa importanza, o per la quale si aspetta molto pubblico, la propaganda è tanto tremenda che senza aver messo piede nel cinema, si crede di aver già visto il film, e normalmente si fa a meno di andare a vederlo. In quanto ai making of (con una sola f, per favore) sono ciò che c’è di più catastrofico e dissuasore per l’opera che promuovono.         

La piaga si estende fino alla letteratura. Fra le critiche (che escono ogni volta più rapidamente e non sono di solito accurate), le interviste agli autori, la promozione editoriale e i commenti in copertina, è quasi impossibile girare le pagine senza avere in anticipo molte più informazioni del voluto, e numerosi pregiudizi. Se a questo di aggiungono le tante persone che hanno internet e cellulare, con vera e propria urgenza di comunicare ai conoscenti che loro hanno fatto prima e che hanno già il libro (si vedano le isteriche file per appropriarsi dell’ultimo Harry Potter), e che l’hanno già letto (che lettura affrettata avranno fatto i più), e che è bello o brutto; e con tanta gente disposta a rompere per rompere e a mandare in malora il piacere del prossimo,… quelli che ancora provano gusto a vedere e leggere per conto proprio, sono costretti a non aprire giornali, a non accendere il televisore e quasi a non parlare con nessuno da quando appare qualcosa che gli interessa fino a che non trovano finalmente il buco per goderselo.  

È come se il mondo cospirasse contro la scoperta e la sorpresa. E mi rendo conto che per la mia amica imprudente, in ogni caso, non sarà un bicchier d’acqua scappare dalla minaccia che le feci sul mio modesto libro: in varie interviste che già mi hanno fatto, ho dovuto fermare l’intervistatrice allarmato: “Su, questo non lo dica, sventrerebbe il romanzo”. Dubito che abbiano tenuto conto delle mie avvertenze. Non so se raccomandare a chi abbia intenzione di leggerlo che prima di imbarcarsi nella lettura evitino di trovarsi sotto gli occhi qualsiasi mia dichiarazione e critica supersonica. Anche se questo, nel nostro mondo di pubblicità e commercio, probabilmente equivalga a darmi la zappa sui piedi.

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