Archive for enero, 2008

31 enero 2008

No dobrze – czyli: informazioni e niente più

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Jestem bardzo zmęczona i to dlaczego nic nie pisałam. Tylko mam historię do opowiedzenia.

Mi sono persa a Varsavia, finalmente! Finalmente perché quando vai un posto in cui conosci qualcuno che ti faccia da guida, sei sicuro di vedere le cose più importanti, imprescindibili, quelle che devi andarci perché chissà se tornerai mai: ma quando vai in un posto e cerchi di conoscerlo da solo, è tutta un’altra storia. Passi la metà del tempo con il naso per aria guardando qualsiasi palazzo perché ti pare importantissimo, e l’altra metà con un occhio sulla cartina e l’altro sull’incrocio dove ti trovi perché ti sei perso.

Ecco, l’altra volta avevo una guida, questa volta mi sono persa.

 

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9 enero 2008

Donde se nos necesita, vamos

El arte, el arte: si al artista se le pide ser cutre, lo consigue.

Con esto quiero decir que nos obligaron.
Me obligaron.

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7 enero 2008

StranaNobii

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Vi giuro che vorrei tanto unirmi, ma proprio oggi non me la sento.

7 enero 2008

Diciamo forte il nostro sì all’introduzione di uccelli rapaci

 

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Il Libano è la mia terra promessa, nel senso che mi sono promessa di andarci. Ma per una cosa o per l’altra ho trovato delle difficoltà. Sul Libano si è detto molto, per cui non dilunghiamoci: terra di cedri, terra di fighetti, terra che offre il World Press Photo a un uomo e gli risolve la vita. Terra che produce dei fenomeni unici, come si è in questa sede già detto, e dei quali anche questa volta si è quasi obbligati a parlare.

Sì, ora ci arriviamo, agli uccelli rapaci. Partiamo un attimo da molto lontano.

È il 1986, e a Beirut impazza il conflitto civile. È il 1986, e a Bologna impazza il 29º Zecchino d’oro. Dodici brani in gara. Anzi, 13: perché all’ultimo momento arriva Nadina con la sua canzone di pace direttamente dalla guerra, da Beirut. “Vola Palombella” ha un testo un po’ inutile, ma ben venga la bambina della guerra. Finisce la trasmissione, la bambina della guerra torna a casa, e si perde nel mare infinito delle bambine libanesi (magari neanche tanto infinito perché di sicuro era cristiana, altrimenti all’Antoniano non ci avrebbe messo piede). Bla bla bla mare infinito, dicevo: e invece no. Mi è riemersa, la palombella, e continua a cantare libera nel limpido cielo di Beirut. Possiamo così osservare i gravi danni di una tremenda e lunghissima guerra civile.

Sì, sì, è davvero lei: devo ancora spiegare la necessità degli uccelli rapaci?

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3 enero 2008

Metámonos en líos

Le dije a un Profesor – o mejor, a El Profesor – que iba a hacer el comentario crítico de una poesía de Kavafis. Estoy intentando trabajar con la versión griega, dos traducciones españolas y una italiana. (Acabo de ver que Lluís Llach ha hecho una canción de esa poesía).

Por ahora no le encuentro la clave, y no quiero escribir obviedades. Eso significa que terminaré por escribir obviedades.

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1 enero 2008

Últimamente

De un tiempo a esta parte
llego siempre tarde
a todas mis citas

Y la vida me parece una fiesta
a la que nadie
se ha molestado en invitarme

De un tiempo a esta parte
me cuesta tanto,

tanto, tanto, no amarte,

de un tiempo a esta parte, a mi amor propio algo le falta,
lo has dejado unos puntos
por debajo del de Kafka

Últimamente planeo una huida
para rehacer mi vida,
probablemente en Marte.

Seguro que allí no hay nadie empeñado en aconsejarme:
“Ismael, ¿qué te pasa?
No estudias, no trabajas”.

Y qué vamos a hacerle,
si es que últimamente ando algo perdido,
si te necesito

Han de venir tiempos mejores,
cometeré más errores, daré menos explicaciones,
y haré nuevas canciones

en las que te cuente cómo, últimamente,
son tan frecuentes tristes amaneceres
ahogando mis finales,

repetidos, cansados,
miserables,
llenos de soledades.

Y todo esto porque el 13 de diciembre del 2007 fui a un concierto de Ismael Serrano.