Archive for febrero, 2008

7 febrero 2008

Praga, Varsavia.

praga.jpg

Questa volta non ho ancora avuto il tempo, ma ci andrò: mi manca da vedere una fabbrica di Vodka.

(Se non lo sapete, sappiatelo)

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5 febrero 2008

Principio e fine di una giornata

cornacchia.jpgSi svegliò una mattina alle sei meno un quarto perché uno stormo di corvi e alcune cornacchie che sembravano impazzite volavano dal fiume verso il centro della città gridando e gracchiando. O almeno così pensava: in realtà giravano gridando e gracchiando solo sopra casa sua. Pensò che lo strano comportamento fosse dovuto a un terremoto, a una imminente catastrofe naturale, s’inquietò: poi si disse che si trattava di stupidaggini che si sentivano nei film. Uscì, lasciando che il gruppo di uccelli pazzi urlanti si concentrasse sul tetto della casa alle sue spalle.

Quando tornò, verso sera, dei corvi e delle cornacchie non restava più niente. Ma nella piazza della città nuova vide muoversi una tenda in una delle alte finestre di un palazzo antico, e vide sbucare dietro di essa un ragazzino che si mise in piedi sul davanzale . Non capì cosa stesse facendo, se volesse saltare. Ma il ragazzino era tranquillo, solo guardava di tanto in tanto verso l’interno della stanza. Si fermò per osservarlo, e vide la tenda bianca dietro di lui aprirsi, lasciando apparire altri due ragazzini, di un’età non superiore ai tredici anni. Il ragazzino sul davanzale si mise le mani in tasca e tirò fuori rapidamente un accendino e una sigaretta, che accese. Iniziò a fumare di fretta, facendo attenzione a non soffiare fuori il fumo in direzione della finestra. Passò la sigaretta, senza lasciare la presa, al ragazzino più piccolo dei due che stavano dentro la stanza, il quale aspirò più che poté prima che quello in piedi sul davanzale gliela togliesse dalle labbra, e trattenne il fumo in bocca senza inghiottirlo. Il ragazzino sul davanzale offrì una boccata anche all’altro dei due che saltellava impaziente fra la tenda e il davanzale. Il ragazzino fuori dalla finestra riportò la sigaretta alle proprie labbra e con due calate profonde la finì, tirò il mozzicone alla piazza sottostante e sparì di nuovo dietro la tenda bianca.

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2 febrero 2008

Volver

Una volta ho pensato Varsavia come quel punto del piano infinito dove i binari paralleli si intersecano, e sotto il quale si snodano cunicoli e strade sotterranee vecchie e nuove. Un’altra volta ho pensato Varsavia come la nuova Fenice, rinata dalle sue stesse ceneri. Ora penso un posto della memoria, un tradimento delle aspettative, qualcosa che è esattamente com’è stato, ma diverso. Varsavia non può esistere. O meglio, esiste fino a che esiste la memoria. Ma le memorie piano piano diminuiscono e muoiono, e quando saranno tutte scomparse Varsavia non esisterà. Come fosse il presente, ieri non c’era, oggi c’è ma per poco, e domani non ci sarà.

Una vez pensé Varsovia como ese punto del plan infinito en el cual los raíles paralelos se intersecan y debajo del cual se desarrollan galerías y calles subterráneas viejas y nuevas. Otra vez pensé Varsovia como el nuevo ave fénix, renacido de sus cenizas. Ahora pienso un sitio de la memoria, una traición de expectativas, algo que es exactamente como fue, pero distinto. Varsovia no puede existir. O sea, existe hasta que la memoria existe. Pero las memorias poco a poco desminuyen y mueren, y cuando todas desaparezcan, Varsovia ya no existirá. Como si fuera el presente, ayer no estaba, hoy está pero dura poco, y mañana ya no estará.