Perché?

Non capisco l’utilità di andare a una manifestazione rivendicativa vestiti da circensi. E tantomeno capisco perché andarci mezzo nudi. Gay Pride 2008 di Bologna: ignudi generali e culi, culi, culi.
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Poi, amici, non lamentatevi se qualcuno fa un po’ di confusione su che tipo di diritto chiedete.
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Per le foto: Ikka e Luca Valeriani per la terza e la prima, le altre due non le trovo più ma comunque sono qua insieme a tante altre.
EDIT: Questo post non è completo senza i relativi commenti.
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13 comentarios to “Perché?”

  1. Effe, io al gay pride di Bologna c’ero. Di persona.
    E ti assicuro che percentualmente i culi nudi e le persone vestite da circensi erano veramente poche rispetto a quelli vestiti come me.
    Anzi, è stato anche detto che rispetto ad altri gay pride era un po’ troppo serio.
    Bei comizi, fantastici interventi di politici, genitori gay e di ragazzi gay, rappresentanti di gruppi ecc.

    Poi certo, c’è stata la questione della Bertozzo, ma per esprimersi in merito credo sia necessario sentire più campane (e io non faccio testo essendo cara amica di una delle organizzatrici del pride).

    Luxuria ha detto una cosa molto bella:
    “noi indossiamo la maschera dell’allegria, loro quella dell’ipocrisia”.

    A me le piume, i trucchi esagerati, i costumi ecc non hanno mai dato fastidio, è un modo gioioso di manifestare la propria individualità e appartenenza ad un gruppo (perché il pride non è solo una manifestazione ma anche una FESTA), e personalmente non trovo fastidiosi nemmeno i culi nudi, d’altronde si tratta di scelte legate anche alla sfera sessuale.

    Chi non vuol vedere si tappi gli occhi.

    I diritti (giustissimi e sacrosanti) che chiedono non hanno niente a che fare con quello che fanno sotto le lenzuola, per quello non chiedono, grazie al cielo, il permesso a nessuno.

    Effe perdonami ma dissento parola per parola, soprattutto l’ultima frase mi suona come un
    “l’anno violentata? beh peggio per lei che esce in minigonna”…

  2. Ecco, a me invece le esagerazioni danno sempre fastidio.

    Quello che ho scritto è volutamente provocatorio, e l’ho scritto perché non ho ancora letto niente in giro che contrastasse un po’ l’atmosfera di volemosebbene che aleggia – non so a Bologna, perché non c’ero – nelle reazioni al Pride. Che mi pare esagerata, davvero.
    A me sembra l’elemento circense prevalga ancora troppo perché questo tipo di manifestazioni possa essere considerato con attenzione dal resto della società. Mi sembra, cioè, che se dall’interno si risaltano solo piume di struzzo e fondoschiena, non si andrà molto avanti.

  3. Ora vado a mangiare, prego chiunque passi di qua di rimpolpare la discussione perché vorrei capirci qualcosa.

    A dopo

  4. Mi sono fatto tutto il corteo avanti e indietro almeno un paio di volte (e le mie gambe ne hanno risentito) e la percentuale di culi e tette in mostra era così infima, che prendere 3 foto* per generalizzare su un intero corteo mi pare quantomeno ingiusto.
    Detto questo, chissenefrega di come andavano in giro vestiti.

    Io ti linko due articoli di un blogger (magari li hai già pure letti) che secondo me spiegano bene tutta la questione:
    http://elfobruno.ilcannocchiale.it/post/1897682.html
    http://elfobruno.ilcannocchiale.it/post/1898965.html

    Non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto detto da ElfoBruno.

    *l’ultima foto mostra il culo di un non appartenente al corteo. Quello è uno di quegli scassamaroni che vendono bibite, calpestandoti e spostandoti di peso. Si sarà messo così per il caldo. L’avrei fatto anche io se avessi dovuto trainare chili e chili di ghiacico/bibite sotto il sole.

  5. con permesso dico la mia: in effetti dissento anche io da quel che scrivi..nonostante sia io per prima una che non ama gli eccessi volgari, però…
    però cio’ che loro chiedono sono i diritti che appartengono ad ognuno di noi, spesso dimentichi di averli.
    sono diritti che appartengono anche a loro, a priori, in quanto essere umani e non dovrebbero nemmeno aver bisogno di legittimazione da parte di nessuno, tanto meno da parte della gente o della politica, questo è il vero paradosso, il vero eccesso volgare.
    poi il gay pride è spesso volutamente esagerato, sappiamo tutti che nel quotidiano nessuno va in giro vestito così, ma loro esasperano i toni solo ed esclusivamente per mettere ancora più in luce l’ipocrisia di molti.
    poi non è il gay pride la sede della richiesta dei diritti, ma ben altra sede e loro per primi lo sanno.
    scusa l’intromissione..

  6. Francè, i culi e le piume sono le cose che si vedono (essendo appunto degli stimoli visivi) nelle foto, ma che ovviamente non si sentono con le orecchie.

    Fra le mille foto che girano sul pride ci sono quelle dei culi e ci sono quelle del corteo, dove ti ripeto, c’erano molti meno culi nudi che vestiti. Ovvio, le foto dei culi e delle piume sono più caratteristiche, quindi più pubblicate.

    Direi che c’è un bias gigantesco e che mi stupisce che tu non lo veda.
    Come dire “un tempo c’era meno bullismo”. No, un tempo non c’erano i cellulari per documentarlo.
    Uguale, il fatto che siano state pubblicate le foto della parte più folk del pride non significa che non ci fosse anche una parte (la più grossa, te l’assicuro) per niente folk.

    Per quanto riguarda il termine “esagerazione”, anche qui mi sembra chiaro che è una cosa del tutto soggettiva.
    Per me e per moltissimi altri vestirsi con un boa fucsia non è esagerato, è allegro, per te e molti altri è esagerato.
    Ti chiedo solo:
    lo sarebbe anche ad una festa qualsiasi in una discoteca?
    Perché ti ripeto, il pride è anche una festa, non solo una manifestazione.

    E poi, se anche fosse solo una manifestazione, basta con quest’immagine incazzusa, grigia e guerrafondaia dei manifestanti (di qualsivoglia parte). Una manifestazione, evidentemente, può essere anche colorata e allegra.

    Ultima cosa (non meno importante):
    che cosa vuol dire “reazione del volemossebbene al pride”?
    Preferiresti che la reazione ad una manifestazione pacifica e di antica tradizione fosse commentata sui giornali con frasi tipo
    “quei froci di merda sfilano per le vie di Bologna”
    o
    “culi e boa disturbano la quiete della grassa, benpensante, bigotta città”?

    Le reazioni sono semplicemente positive perché è stato un evento positivo, vorrei solo che il presunto volemossebbene, ahinoitutti, continuasse anche quando un gay viene discriminat@ sul posto di lavoro, massacrat@ su un treno, o non gli viene riconosciuta la possibilità di visitare il/la propri@ compagn@ incarcerat@ o su un letto di ospedale in punto di morte (quando solo i parenti possono stare).

    Non capisco nemmeno cosa vuoi capire, cosa ti turba o cosa non ti torna…

    Per una volta in cui ad una manifestazione del genere non c’è un’incursione di nazi fasci a spaccare teste o il giorno dopo il giornalista dell’informazione di regime che mette nero su bianco notizie false, ma un asciutto, legittimo commento positivo sulla correttezza dell’evento, a me sembra solo che bisognerebbe rallegrarsi…

  7. Molto belli i post di Elfo Bruno.

  8. Prima di tutto grazie a tutti, e non v’incazzate. Non sono Alemanno e non lo sarò mai, e sono per la laicità e l’uguaglianza di diritti. Questo per chiarire.

    Ma continuo a pensare che sia controproducente manifestare vestiti in maniera tanto provocativa per due motivi: prima di tutto nessuno ti prende sul serio – devi tenere conto di chi è il tuo interlocutore: fermo restando che i diritti non si dovrebbe chiederli, ma averli, l’interlocutore del Pride era gente di buonsenso, credo, per arrivare alle gerarchie politiche. E come mi rivolgo a questi? Con il culo all’aria? È ovvio che non mi prenderanno sul serio. Così come non prenderanno sul serio una manifestazione gigante contro la guerra in Iraq se dentro ci sono cinque idioti che prendono a pietre un McDonald.
    Secondo motivo, perché alimento le idee che questa gente che ha buonsenso ma nessun contatto con la mia realtà ha su di me: un vizioso sodomita esibizionista. E allora gli omosessuali in giacca e cravatta disertano la manifestazione. Ecco.

    Quello che volevo sentirmi dire era proprio quello che avete detto, che non è stato tutto piume e culi, e volevo che me lo dicesse la gente che era là: non solo perché lo leggessi io, ma anche per altra gente che capiterà qui per un qualunque motivo. Se avessi scritto “che bello il Pride di Bologna e che interessante” nessuno avrebbe fatto caso al post e i miei dubbi sull’esagerato esibizionismo mi sarebbero rimasti. Diciamo che è stato il mio modo per contribuire al dialogo.

  9. Wizard: non avevo letto i post che hai segnalato e mi sono piaciuti molto, soprattutto il primo.

    Betta: preferirei che la commentassero con un “quei froci di merda sfilano per le vie di Bologna” perché è quello che pensano, e non che facessero finta di nulla. Questo volevo dire col volemosebbene: lo sappiamo tutti che in quei giornali difficilmente lavorerà mai un trans.

  10. Ma no, ma no, non ero incazzato. :D
    E non volevo paragonarti ad Alemanno, il punto era farti leggere la questione “tette&culi” da un diverso punto di vista (che poi è il mio).
    E, ancora, sapevo delle tue idee sui diritti, avevo capito che il problema per te era un altro.

    Però, capisci, chiunque abbia scritto qualcosa sul Pride (chiunque ci sia stato al Pride) ha fatto notare come la quantità di “carnevalate” fosse ridotta al minimo.
    Voglio dire, fosse per me potrebbe pure essere tutto una carnevalata che non cambierebbe nulla, ma visto che non lo è mi pare ingiusto dirlo.

  11. Frà, i gay in giacca e cravatta c’erano, solo che faceva caldo e avevano i jeans o i pantaloni corti e una t-shirt.
    Sai quanti “insospettabili” c’erano?
    La maggior parte.
    E non mi sono incazzata, chiaro, però dico la mia a te che me ne dai la possibilità…

  12. Non ho letto tutto il dibattito (premetto). E sono convinto che il tono del tuo post sia volontariamente provocatorio: leggo il tuo blog da poco, ma mi pare di capire che abbia un “tono” piuttosto laico.
    Però credo che sia una ipocrisia da parte di tutti (ovviamente non mi rivolgo direttamente a te, non dico che tu sia ipocrita), dire che il gay pride sia una sfilata di uomini e donne mezzi nudi o vestiti a carnevale. Cosa siamo abituati a vedere in televisione? Culi e tette, appunto. Quali sono i valori che la società insegna? Che l’apparenza inganna, ma è tutto. Io non c’ero, ma sono convinto che nonostante tutto, e soprattutto nonostante le apparenze, sia stata una manifestazione gioiosa ed importante.
    Bisogna guardare in faccia l’interlocutore, che non è dei migliori, ma penso che queste manifestazioni siano una buona occasione per farsi sentire.

  13. Da dove nasce l’eccesso se non dalla neccessità di espressione negata?Perchè fino a qualche anno fà i gay per incontrarsi dovevano uscire di notte come ladri?
    perchè ho visto miei amici piangere davanti alla tazza di un cesso per questo tipo di vita?
    prima di qualsiasi giudizio bisognerebbe veramente vivere la cosa in prima persona ,io non sono gay ma ho vissuto anni con amici gay, uscivo con amiche lesbiche e t’assicuro che la loro vita non era facile e allora ben vengano gli eccessi,le manifestazioni e le feste non per buonismo ma buonsenso a ragion veduta.

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