1 agosto 2008

Effetto emilio fede

Ma tu dimmi se una signora che non è mai uscita da Gonnostramatza mi deve fare, alle otto di mattina, in spiaggia, un’invettiva contro i rumeni e i marocchini che derubano le ville e che occupano l’alloggio agli italiani. E un’altra, senza denti né dentiera, di non portare a casa l’unico turista polacco in tutta l’Isola perché sicuramente mi vuole rubare qualcosa.
No, no: il mare non fa per me.
14 julio 2008

E vabbe’ le biblioteche

…ma oggi ho comprato dei libri.
Imágen de In viaggio con ErodotoImágen de Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)Imágen de Una stanza tutta per séImágen de Il pianista

14 julio 2008

Bronisław Geremek

Nell’aprile del 2007, quando al potere in Polonia c’erano i gemelli ultraconservatori Lech e Jarosław Kaczyński, Geremek rifiutò di sottomettersi alla «lustracja», la legge che imponeva di certificare la totale mancanza di legami con il passato regime comunista: «Viola le regole morali, minaccia la libertà d’espressione, crea una sorta di ministero della verità e una nuova polizia della memoria», disse. Il governo polacco cercò di privarlo del mandato di eurodeputato, fino a quando la Corte costituzionale polacca, un mese dopo, annullò gran parte della legge.

da L’Unità

Seduto a fumare la sua pipa nella biblioteca ci aveva anticipato il suo ultimo gesto di libertà: votare al Parlamento europeo di Strasburgo contro la direttiva sui rimpatri forzati e il fermo prolungato a 18 mesi degli immigrati senza documenti. Così ha fatto, pochi giorni dopo, in disobbedienza all’indicazione favorevole del suo gruppo liberal-democratico.

da Gad Lerner

Prof. Bronisław Geremek w odpowiedzi na pytania, czy podda się lustracji: To sprawa prywatna, a o sprawach prywatnych rozmawiam tylko ze swoim lekarzem i kobietami. (Il Professor Bronisław Geremek in risposta a chi chiedeva se si sarebbe sottoposto alla lustracja: È una questione privata, e delle questioni private parlo solo col mio medico e con le donne).

da Gazeta Wyborcza

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12 julio 2008

Compañeros poetas: Ángela Ramos

El día 20 de junio salió en Ciudad Poética la “radiografía” de una compañera mía, Ángela Ramos. Por lo visto, aparte de ser una speaker muy agradable de escuchar, también escribe bonitos poemas. He aquí uno de ellos, que me llamó la atención, y os invito a la lectura de los demás.

Faltó

la

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11 julio 2008

Lodo in brodo

Il Lodo Alfano è passato alla Camera. Avevate dubbi?

Chi è Alfano lo sappiamo. Ma cosa diavolo vuol dire lodo? Non si capisce neanche da De Mauro:

|do
s.m.
1 OB LE lode: l’anime triste di coloro | che visser sanza ’nfamia e sanza l. (Dante)
2 TS dir. ⇒lodo arbitrale [quadro 12]


Polirematiche
lodo arbitrale loc.s.m. TS dir., decisione emessa collegialmente e per iscritto dagli arbitri di una vertenza, che diventa esecutiva per decreto del pretore

Comunque credo che la prima accezione si riferisca al Partito Democratico.

10 julio 2008

Punti di vista

Quindi il problema da risolvere sono le prostitute per strada, non la prostituzione in sé. E di certo non lo sfruttamento della prostituzione. Punti di vista, ognuno tira acqua al suo mulino. E se, come dice la Ministro, prostituzione sì,

purché in case isolate, in modo da non dare fastidio agli altri condomini

(l’accento dove sarà, sulla prima i o sulla seconda o?) si verranno a creare multietniche case isolate in isolate periferie, magari poco controllate, dove i nuovi mercenari accumuleranno nuove schiave lontano dalle zone civili della città, lontano dagli occhi, lontano. E poi affianco alle case isolate altre case, isolate, per fare un po’ di compagnia; e poi altre ancora, fino a diventare quasi un quartiere intero di case isolate in periferia.
Un tempo li chiamavano ghetti.

Immagine: Prostitute in una casa di tolleranza (foto caporale Bartolomeo Preti, archivio Comune di Ferrara). Fonte.

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7 julio 2008

Nomina nuda tenemus

Quando Dio creò Adamo (non quello di Perduto Amor, dico proprio Adamo quello originale), gli diede la facoltà di dare nomi alle cose che gli stavano attorno. Dare il nome qualcosa significa prendere possesso di essa e su di essa avere autorità. Lo fanno i genitori coi figli, lo fanno i bambini con i loro pupazzetti, e le showgirl con le loro grazie. È prassi comune.

Ma la faccenda del nome, è risaputo, non si ferma qui. Nella retorica e nella dialettica il nome che si dà alle cose cambia la visione che delle cose si ha: così un religioso può essere un prete e uno spazzino un operatore ecologico; una crisi può essere una flessione della crescita economica; un adultero può essere quello stronzo. Dipende sempre dal punto di vista. La questione è stata a lungo dibattuta in importantissimi trattati di filosofia del linguaggio, tra i quali citerei qui qualcuno se non avessi paura di dare perle ai porci e se effettivamente ne conoscessi qualcuno. Insomma, questa storia dei nomi ha sempre fatto discutere, a qualsiasi livello, alto (Rinuncia al tuo nome, Romeo, e per il nome, che non è parte di te, prendi me stessa) o basso (no, Gessica, ti dico che è molto meglio che nostro figlio si chiami Prins. Maicol porta sfiga).

Allora.
Barak Obama, il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti, ha scelto come lemma della campagna per le elezioni primarie “YES, WE CAN”. E le ha vinte.
La Cuatro, il canale privato spagnolo che ha trasmesso tutte le partite dei Campionati Europei di pallone 2008, ha scelto per appoggiare la Nazionale spagnola il lemma “PODEMOS”. E la Nazionale spagnola ha vinto.
Walter Veltroni, il candidato alle elezioni politiche italiane del 2008, ha scelto come lemma “SI PUÒ FARE”. E ha perso.

Ho la sensazione che chi ha inventato questa storia dell’importanza dei nomi, ovverosia Dio con la collaborazione attiva di filosofi del linguaggio, semiotici e compagnia cantante, sono almeno cinque o sei millenni che si burlano sfacciatamente di noi.

5 julio 2008

Il Low-Cost e la decadenza di un uomo

(Madrid. Terminale 1 dell’aeroporto, ieri, ore 18.20 circa. Una massa informe di gente davanti a uno schermo che recita ancora “DUBLIN 17:55 – now boarding”. Un signore sulla cinquantina, inverosimilmente abbronzato, camicia bianca sbottonata quanto basta, chiacchiera.)
– Ma quindi anche voi eravate qui in vacanza? Io e mia moglie solo un paio di giorni, sa, cosa vuole, lo stipendio è quello che è…
– Sì, ha ragione, coi tempi che corrono…
– Noi, guardi, giusto il tempo per vedere Barcellona e poi a Madrid qualcosetta… splendide, splendide città, veramente, curate e quant’altro… ah poi guardi ci ha fatto un tempo meraviglioso, vero Mirella? Pensi, ah-ah, pensi che non ci siamo portati neanche una giacchina, ah-ah! Lei aveva solo un coprispalle, così, leggerino, ma insomma…
– È vero, un tempo meraviglioso.
(Pausa drammatica: si sente in sottofondo lo sbattere d’ali e di becchi di due leggiadri uccelletti che non hanno visto l’enorme vetrata dell’aeroporto che interrompeva il loro cielo. Rumore sordo. Poi più nulla) Sigue leyendo
1 julio 2008

Perché?

Non capisco l’utilità di andare a una manifestazione rivendicativa vestiti da circensi. E tantomeno capisco perché andarci mezzo nudi. Gay Pride 2008 di Bologna: ignudi generali e culi, culi, culi.
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Poi, amici, non lamentatevi se qualcuno fa un po’ di confusione su che tipo di diritto chiedete.
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Per le foto: Ikka e Luca Valeriani per la terza e la prima, le altre due non le trovo più ma comunque sono qua insieme a tante altre.
EDIT: Questo post non è completo senza i relativi commenti.
29 junio 2008

Attrezziamoci

Che cos’è una Blogstar senza un Technorati Profile? Niente. Niente.

EDIT: Uh! Avevo anche già un fan preventivo! Questo sì che è vero Blogstarring.