Archive for ‘Polonia’

14 julio 2008

Bronisław Geremek

Nell’aprile del 2007, quando al potere in Polonia c’erano i gemelli ultraconservatori Lech e Jarosław Kaczyński, Geremek rifiutò di sottomettersi alla «lustracja», la legge che imponeva di certificare la totale mancanza di legami con il passato regime comunista: «Viola le regole morali, minaccia la libertà d’espressione, crea una sorta di ministero della verità e una nuova polizia della memoria», disse. Il governo polacco cercò di privarlo del mandato di eurodeputato, fino a quando la Corte costituzionale polacca, un mese dopo, annullò gran parte della legge.

da L’Unità

Seduto a fumare la sua pipa nella biblioteca ci aveva anticipato il suo ultimo gesto di libertà: votare al Parlamento europeo di Strasburgo contro la direttiva sui rimpatri forzati e il fermo prolungato a 18 mesi degli immigrati senza documenti. Così ha fatto, pochi giorni dopo, in disobbedienza all’indicazione favorevole del suo gruppo liberal-democratico.

da Gad Lerner

Prof. Bronisław Geremek w odpowiedzi na pytania, czy podda się lustracji: To sprawa prywatna, a o sprawach prywatnych rozmawiam tylko ze swoim lekarzem i kobietami. (Il Professor Bronisław Geremek in risposta a chi chiedeva se si sarebbe sottoposto alla lustracja: È una questione privata, e delle questioni private parlo solo col mio medico e con le donne).

da Gazeta Wyborcza

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7 febrero 2008

Praga, Varsavia.

praga.jpg

Questa volta non ho ancora avuto il tempo, ma ci andrò: mi manca da vedere una fabbrica di Vodka.

(Se non lo sapete, sappiatelo)

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5 febrero 2008

Principio e fine di una giornata

cornacchia.jpgSi svegliò una mattina alle sei meno un quarto perché uno stormo di corvi e alcune cornacchie che sembravano impazzite volavano dal fiume verso il centro della città gridando e gracchiando. O almeno così pensava: in realtà giravano gridando e gracchiando solo sopra casa sua. Pensò che lo strano comportamento fosse dovuto a un terremoto, a una imminente catastrofe naturale, s’inquietò: poi si disse che si trattava di stupidaggini che si sentivano nei film. Uscì, lasciando che il gruppo di uccelli pazzi urlanti si concentrasse sul tetto della casa alle sue spalle.

Quando tornò, verso sera, dei corvi e delle cornacchie non restava più niente. Ma nella piazza della città nuova vide muoversi una tenda in una delle alte finestre di un palazzo antico, e vide sbucare dietro di essa un ragazzino che si mise in piedi sul davanzale . Non capì cosa stesse facendo, se volesse saltare. Ma il ragazzino era tranquillo, solo guardava di tanto in tanto verso l’interno della stanza. Si fermò per osservarlo, e vide la tenda bianca dietro di lui aprirsi, lasciando apparire altri due ragazzini, di un’età non superiore ai tredici anni. Il ragazzino sul davanzale si mise le mani in tasca e tirò fuori rapidamente un accendino e una sigaretta, che accese. Iniziò a fumare di fretta, facendo attenzione a non soffiare fuori il fumo in direzione della finestra. Passò la sigaretta, senza lasciare la presa, al ragazzino più piccolo dei due che stavano dentro la stanza, il quale aspirò più che poté prima che quello in piedi sul davanzale gliela togliesse dalle labbra, e trattenne il fumo in bocca senza inghiottirlo. Il ragazzino sul davanzale offrì una boccata anche all’altro dei due che saltellava impaziente fra la tenda e il davanzale. Il ragazzino fuori dalla finestra riportò la sigaretta alle proprie labbra e con due calate profonde la finì, tirò il mozzicone alla piazza sottostante e sparì di nuovo dietro la tenda bianca.

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31 enero 2008

No dobrze – czyli: informazioni e niente più

dsc01781.jpg

Jestem bardzo zmęczona i to dlaczego nic nie pisałam. Tylko mam historię do opowiedzenia.

Mi sono persa a Varsavia, finalmente! Finalmente perché quando vai un posto in cui conosci qualcuno che ti faccia da guida, sei sicuro di vedere le cose più importanti, imprescindibili, quelle che devi andarci perché chissà se tornerai mai: ma quando vai in un posto e cerchi di conoscerlo da solo, è tutta un’altra storia. Passi la metà del tempo con il naso per aria guardando qualsiasi palazzo perché ti pare importantissimo, e l’altra metà con un occhio sulla cartina e l’altro sull’incrocio dove ti trovi perché ti sei perso.

Ecco, l’altra volta avevo una guida, questa volta mi sono persa.

 

19 diciembre 2007

Bez Titułu

Jadę do Warszawy

w lutym

22 octubre 2007

Y ahora Tusku

Tusk

Dal sito de La Repubblica: “A Varsavia e Danzica, ad esempio, a causa dell’alta affluenza sono finite le schede e i seggi si sono chiusi dopo l’orario previsto”.

Animo alle giovani democrazie!

Cita dos:
“Il risultato era atteso anche in ambienti Ue: la speranza a Bruxelles era che alla guida della Polonia (il maggiore dei nuovi Paesi entrati nell’Unione nel maggio 2004) arrivasse un governo disposto a un cambio di rotta rispetto alla politica dei Kaczynski, non solo euroscettica ma anche intollerante e xenofoba.”

Y esto, exactamente, a quién se refiere?

Serdecznie os felicito!

EDIT: “Hanno votato in massa anche i superlaureati emigrati negli anni dei gemelli: tre-quattro ore di attesa in coda nei consolati polacchi nel Regno Unito, grande folla a Berlino, Roma, Barcellona e Milano. Fino all’ultimo, con ritardi e rinvii della pubblicazione degli exit polls, la svolta è apparsa in forse. Poi, alle 22.55, i risultati e la fine della tensione. Regione dopo regione, liberal e progressisti sorpassavano la maggioranza uscente”

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17 octubre 2007

Nostalgias

Sen o Warszawie

Mam, tak samo jak ty,
Miasto moje a w nim:
Najpiękniejszy mój świat
Najpiękniejsze dni
Zostawiłem tam, kolorowe sny

Kiedyś zatrzymam czas
I na skrzydłach jak ptak
Będę leciał co sił
Tam, gdzie moje sny,

I warszawskie kolorowe dni

Gdybyś ujrzeć chciał nadwiślański świt
Już dziś wyruszaj ze mną tam
Zobaczysz jak, przywita pięknie nas
Warszawski dzień

Gdybyś ujrzeć chciał nadwiślański szczyt
Już dziś wyruszaj ze mną tam
Zobaczysz jak, przywita pięknie nas
Warszawski dzień, warszawski dzień, warszawski dzień.

25 septiembre 2007

Amici!

Azz quanto è difficile il polacco idioma. Azz quanto mi ammazzo io cercando di comprare un fiore dalla kwiaciarka del Metro Centrum. Azz che difficile discernere un numero dalla valanga di parole rivoltaci da una fioraia del Metro Centrum. No k*rwa, no.

Azz che mal di testa.

Ah! Azz! La storia delle pubblicità nelle macchine era vera!

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5 agosto 2007

Pre-videnzia

Niente. Come Cassandra. Ma perché sembrava tanto illogico?

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27 julio 2007

L’insostenibile

Mentre leggo sull’Espresso alcune familiari parole sui gemelli Kaczynski (che meritano di essere lette e che non hanno bisogno di nessun tipo di commento), m’imbatto in un articolo di Michele Serrat. Titolo: Harry Potter alla prova dell’orgia.


Come scusa?

Allora, Signor Serrat, ho capito che la pagano a pezzo, però risulta essere il suo lavoro: e come mio padre va ogni mattina in ufficio a trattare con gente che diocenescampi, lei deve pensare ad un articoletto di poche righe da pubblicare su un giornale. Neanche ci vuole tanto, sa. Ha scritto tante belle cose, lei, che non capisco proprio l’ultima mossa. Non c’è bisogno di essere un invasato per vedere che lei di Harry Potter non ha mai né letto una riga, né visto un fotogramma, né sentito parlare al di fuori di un telegiornale di rai2. Ma scusi, ce n’è di argomenti su cui satirizzare, bene come lei sa, perché si deve mettere nei casini scrivendo cose inutili del tipo […]il mantello di Trazminagore, appartenuto al Re di Milpanwore per condurre il popolo dei Goreganz alla conquista della città segreta di Wissoreland. Ma che è? Ma di che cosa voleva parlare? È sicuro di aver mandato all’espresso l’articolo giusto?

Come dice? Le sembra che sia divertente? Ah. Beh magari se avesse qualcosa a che vedere con la saga su cui vuole fare satira, magari mi scompisciavo.

Come dice? Che non aveva voglia di leggere tutte quelle pagine? Ah. Beh, son problemi, per un opinionista.

Come dice? Che comunque si chiama Serra e non Serrat? Ah. Beh, anche l’autrice di Harry Potter si chiama Rowling e non Rowlings.